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L’ Associazione culturale Lebrac – rientra in una serie di iniziative promosse dall’Ecomuseo della valle del Chiese del trentino volte a far conoscere vicende locali attraverso la rievocazione storica di fatti ed avvenimenti che, riportati nell’attualità, possono favorire l’interesse per la valle del Chiese tra i sui abituali frequentatori e tra i potenziali visitatori, con scambio di esperienze, così come indicato nello Statuto sociale.
L’evento - scopo che ha visto parte attiva l’Associazione, è stata la rievocazione storica della costituzione di truppe locali aggregatesi al transito dei Lanzichenecchi in val del Chiese alla fine del 1526 capeggiati dal loro comandante Georg Frundsberg, provenienti dalla Germania e diretti verso la pianura padana per combattere gli eserciti della lega Santa di Cognac, accolto ed ospitato in Giudicarie dal cognato Ludovico Lodron.
L’accenno risulta utile al fine dell’inquadramento del preciso periodo storico oggetto della nostra rievocazione, ed è di basilare importanza per la rappresentazione fedele dell’abbigliamento e della foggia dei costumi d’epoca utilizzati dalla nobiltà, dalle truppe in armi e dalle popolazioni vissute in quel particolare momento.
Il Centro Studi Judiacaria che da anni effettua ricerche e pubblicazioni sulla storia e sui personaggi al centro delle vicende giudicariesi, ha dato fondamentale impulso ed istruzioni per quanto riguarda la ricerca ed il supporto alla rievocazione del periodo, del contesto sociale, dei costumi e dei personaggi che hanno dato vita agli avvenimenti di inizio 1500 nella valle del Chiese e nelle successive vicende storiche italiane e centro europee, con protagonisti importanti elementi della famiglia Lodron provenienti dalla valle del Chiese, che l’Associazione Lebrac si è proposta e si propone di far rivivere nelle sue manifestazioni, con il coinvolgimento di ambienti e popolazioni locali.
Allo scopo s’è cercato di seguire una corretta lettura e interpretazione delle testimonianze relative al fenomeno storico per il quale si intende, dopo l’iniziale impulso, incrementare, migliorare e completare l’attività del gruppo, l’attinenza dei sui personaggi, dell’abbigliamento e degli accessori specifici dell’epoca rappresentata. In particolare, sono state seguite:
a) fonti primarie di ogni tipo (archivistiche, ambientali, iconografiche, ecc.)
b) fonti indirette (testi di storia generale, libri e ricerche di storia locale, nazionale ed internazionale del periodo, ecc.).
Il particolare costume di cui s’è dotata l’Associazione con il gruppo dei Lanzi Lodron, ruota attorno alla figura del conte Ludovico Lodron, secondo l’immagine riportata nell’affresco del XVI secolo presente nel palazzo Lodron di via Calepina a Trento, dei suoi soldati e delle genti vissute nella rievocazione. Particolare, in quanto identificabile per caratteristiche e materiali nel preciso periodo storico della seconda metà del ‘400, con le fogge ed i materiali dei tessuti allora in voga tra la nobiltà, particolari e differenti dagli “ordinari” costumi dell’epoca di foggia italica, anche i costumi della truppa lanzichenecca di provenienza dal mondo svevo – renano, sia per l’estrazione contadina, che per gli accessori usati in battaglia, assodato che l’inarrestabile evoluzione dell’arte della guerra con la tecnica di combattimento introdotta dai “fanti di campagna – Landsknecht” o Lanzichenecchi, sancì il declino dell’antica aristocrazia dei cavalieri pesantemente bardati ed armati, con il trionfo delle fanterie nelle quali la forza del numero, della solidità, dell’organizzazione, dell’armamento leggero con picche e spada, confinava nel ricordo le forme del combattimento medioevale, di impronta elitaria, fatta da eroi individuali che seguivano il rituale cavalleresco.
La successiva introduzione di armi da fuoco come archibugi e cannoni, scompaginò ulteriormente l’ideologia e la pratica di combattimento tra gli eserciti di impostazione medioevale, decretandone il definitivo tramonto.



